I servizi del museo

Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
QUOCUMOLANDO - QUESTIONI DI GUSTO - a cura di Titti Pece
Pranzo di Pasqua al Museo
Eventi

La tavola di Pasqua. C’era una volta e c’è ancora oggi al QuoquoMuseo del Gusto, una tavola imbandita. E’ una tavola conviviale ed è la tavola dei Salentini nel giorno della Resurrezione. Ci ricorda il valore simbolico e rituale del cibo. Al palato offre esperienze ed emozioni ritrovate. Dalla tradizione pugliese e salentina, sapori e racconti sulla tavola di Pasqua in un menu ricco di storia, di storie e di gusto. Per il MENU clicca su Leggi tutto

 

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Pasta di mandorla con faldacchiera
La galleria dei beni culturali enogastronomici

 

  
Il dolce dei signori, veniva detto. Ed era, ed è, pasta di mandorle con faldacchiera. Questa idea di gusto, molto barocca, maturò nei conventi femminili dell’italia meridionale negli anni sul finire del ‘700. In Puglia se ne contesero il primato le Teresiane di Bari e le Benedettine di Lecce. A Lecce, deliziosa città barocca di provincia (a soli 5 km dal nostro museo del gusto) assaporarla e gustarla, in forma di pesce o di agnello, è il più dolce dei riti. (nella foto: Lecce, Chiesa di S. Giovanni Evangelista – pasta di mandorla con faldacchiera)         

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La pastinaca di Santu Pati
La galleria dei beni culturali enogastronomici

Quando la tutela della biodiversità è affidata ai santi


Scriveva Vincenzo Corrado, a proposito delle pastinache, che esse “Si mangiano per lo più cotte, ed hanno un sapore dolce acuto. Le pastinache che produceva il territorio di un’antichissima città del Salento, crescevano in tanta lunghezza e grossezza, che meritarono le lodi di un dotto poeta di quei tempi”. Testimonianza storica così importante attesta dunque che ci fu – e c’è ancora oggi nel Salento - un luogo dove si coltiva e si gusta una particolare “pastinaca”: essa ha bellissimi colori che vanno dal giallo chiaro al viola scuro, tanto più accentuato quanto più alto è il grado di purezza della varietà. Di sapore molto dolce, fresco, di verdura croccante… Siamo alla fiera di Sant’Ippazio, dove la festa è per questa straordinaria varietà di pastinaca ormai scomparsa dalle cucine, dalle tavole e dal mercato agricolo. Un’occasione per i ghiottoni e per i cultori e difensori della biodiversità.
Ce ne parla Francesco Minonne, botanico esperto in frutti minori e membro del comitato scientifico del QuoquoMuseo del Gusto. (fotografie di Marcello Moscara)

         
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Erbe e piante selvatiche commestibili. Piante di nessuno a disposizione di tutti. A patto di saperle riconoscere
Archeologia dei sapori e restauro gastronomico

Mappa botanica delle principali specie mangerecce del Salento
(a cura di Piero Medagli - tratta da “Il paesaggio delle erbe in cucina” in
“Quoquo: la gola come ipertesto”, di Titti Pece - ed. Moscara Associati 2005).                                               

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Le souper ovvero “A cena con il diavolo” – la nostra scheda
Cineteca

Un film da camera.
Metastorico. Raffinatissimo.
Nella cineteca del QuoquoMuseo del Gusto nell’edizione originale in francese.


È il 1815. Napoleone è in fuga. Le armate di Inghilterra, Prussia e Russia hanno invaso Parigi e la Francia. È la notte del 6 luglio. Siamo in strada, sotto le finestre e davanti all’ingresso dell’hotel particulier di Talleyrand. Siamo nella folla che urla. Che aspetta. Che scalpita. Il destino di Francia si sta decidendo là dentro: in cucina, dove è all’opera il grande Marie-Antonin Carême; e a tavola, dove stanno per sedersi Fouché, capo della commissione provvisoria di governo e Talleyrand, già ministro ora di Napoleone ora del Re. Dopo questa cena, quale destino attende la Francia? A deciderlo saranno, a cena, i due uomini più potenti di Francia.

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QUOQUOCARD

Dove c'è Gusto c'è Credenza.

Diventa socio per vivere ogni giorno il tuo Museo del Gusto.

Il tesseramento 2015 porta con sé tante novità.

Tessera Socio QuoquoMuseo del Gusto - design Giancarlo Moscara

 

Credi anche tu, come noi, che il Gusto sia un comportamento culturale e uno stile di vita?

Vorresti un luogo dove dei prodotti del territorio si parli e ci si documenti fuori dalla retorica della tradizione e spostando il discorso sulla tutela e valorizzazione dei Beni Culturali Enogastronomici?

Ti piace l’idea di un museo vivente del gusto dove sperimentare percorsi di degustazione?


Ti piacerebbe partecipare agli eventi e attività del QuoquoMuseo?

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Pagine di cucina e calici di Salento è tante storie di cucine che attraversano il ‘900
Mostre

Questo percorso prende avvio da vecchie riviste di cucina pubblicate in Italia tra gli anni ‘50 e ’90 del ‘900 e custodite in una bellissima collezione privata. Racconta del nostro Gusto, di come eravamo e di come siamo cambiati. Il percorso fa anche tappa in cucina dove tu, viaggiatore del Gusto, potrai anche sperimentare alcuni sapori con le tue mani; e si conclude poi, se si vuole, a tavola. E nel piatto ti porti assaggi di Salento, insieme a tante storie da raccontare. A farti compagnia sarà un buon calice di vino salentino e un altro calice e poi un altro, passo dopo passo. Cosa c’è in mostra- Cosa c’è da guardare e da assaporare

 

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Giugno 2014. Così ci raccontano sull’ANSA e su La Stampa
Rassegna stampa

Logo ansa

 

Quando abbiamo ideato e progettato il QuoquoMuseo del Gusto avevamo già in mente un grande progetto di marketing culturale del territorio. Dopo 4 anni di ‘lavoro’ così se ne parla in un interessante articolo sull'ANSA (canale tematico Terra&Gusto) dedicato ai nostri percorsi  esperienziali: "In cucina al museo, inno alla cultura salentina". Notizia ripresa anche da La Stampa.

 

"LECCE - Il gusto come esperienza multipla, non più solo delizia delle papille ma vista, udito, tatto. C'è un luogo nel Salento dove il gusto è protagonista assoluto, dove si custodisce e si pratica un'idea diversa di sapore: è il Museo del Gusto, nato a San Cesario di Lecce, a 5 km dalla città del Barocco, per iniziativa di Titti Pece, ex storica dell'arte e oggi fiera e colta promotrice dell'enogastronomia salentina. E' lei a spiegare che la gola è "un luogo attraversato da tutti i circuiti delle emozioni, delle percezioni e della conoscenza".

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Di che pasta siamo fatti qui e del perché dove c’è gusto c’è poi anche credenza
Blog

di Titti pece

All’inizio, nel primo capitolo, vi sono ricette che provengono direttamente da Casa Cavalieri. Altre le ho raccolte direttamente dagli chef. Altre ricette, bellissime, le ho chieste e me le hanno inviate cuciniere e gourmet che frequentano il museo del gusto. Ed io cosa faccio? Racconto, mentre le trascrivo; e faccio in modo che il mio libro di ricette contenga in ogni ricetta come l’inizio di un racconto possibile.

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Il Rosato da negroamaro vino dell’ospitalità nel Salento
A ber riflettere: la galleria dei vini

Quoquo incontra Severino Garofano e l’enologo gli parla di Lacrima e di Rosati, i vini simbolo dell’ospitalità nel Salento.
Ne viene fuori una piccola guida - conoscenze utili - perché, viaggiando nel Salento, ognuno possa poi scegliere con consapevolezza e secondo gusto il suo Rosato quotidiano.
La lettura di questa intervista è consigliata anche a chi ancora eventualmente pensi che il Rosato non sia né carne né pesce e che sia qualcosa che si ottiene mescolando vino rosso a vino bianco. Egli scoprirà dunque che il Rosato nasce Rosato.
E che tra i migliori Rosati al mondo c'è questo vino che nasce nel Salento da uve di Negroamaro.

         

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Masseria Le Lame
Le Stazioni del Gusto

Piccole grandi storie da assaporare e conoscere
Nel cuore del Salento, a Cutrofiano, maturano frutti e sapori da agricoltura biodinamica


Memorizziamo: per avvicinarci all’agricoltura biodinamica dobbiamo riflettere e far nostra la convinzione che il singolo corpo non è separabile dalla terra e dagli altri corpi come un dito non lo è dalla mano. Capito questo, entriamo in casa. Siamo in una piccola azienda felicemente governata dai pianeti e dalla Luna. Siamo in casa di Antonello Russo, agricoltore biodinamico e presidente nazionale della Demeter Italia. La sua azienda si chiama Le Lame ed è in agro di Cutrofiano, nella Grecìa salentina. “Mangiare è un atto agricolo”: diceva Wendell Berry, poeta contadino del Kentucky. “E un atto agricolo è un atto di saggezza”, ci dice Antonello. E noi andiamo con lui nei campi e scopriamo che le piante si orientano attraverso le radici.

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