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Nel calice riflessi violacei e un rubino intenso. Dal calice sale al naso un profumo complesso: note balsamiche, sentori di mora, ribes, spezie. In bocca avvertiamo una trama tannica fitta e spessa. Un corpo forte, un sapore voluminoso e consistente. Nella degustazione che ne proponiamo ai visitatori del museo lo accompagniamo ai pecorini stagionati e semistagionati delle masserie del Salento. E meravigliosamente questo vino accompagna un agnello al forno nelle nostre quoquocene.
Il Vigna Castello è un Rosso IGT Salento. E nasce in una delle cantine storiche tra le più rinomate di Puglia: le Agricole Vallone. È un vino giovane ed antico. Una bottiglia del 2007 che nasce da uve antichissime: il già famoso Negroamaro (70%) e il dimenticato e rarissimo Susumaniello (30%). Un recupero dunque: per un bellissimo viaggio del palato e del gusto dal passato al presente. Paesaggi autenticamente salentini. Traghettati dal palato all’anima e dall’anima allo spirito. che qui è al 13,50%.
E poi, al bando ogni falsa modestia, e a parte il fatto che si porta dietro già un po’ di titoli acquisiti nel 2010 per questa vendemmia 2007 ( * Diploma di Gran Menzione – Conc. Enologico Intern. Vinitaly 2010 * Medaglia di Bronzo – International Wine Challenge - Londra * Distinzione – 28° Concorso Nazionale Vini “Bollino Enohobby”) nella galleria dei vini del QuoquoMuseo il Vignacastello è tra i primi sulla passerella delle eccellenze. Parole? Passiamo ai fatti. E i fatti sono qui e questi:
Ambiente pedo-climatico Zona di produzione: Contrada Vigna Castello, Tenuta Serranova Vigneto: “chiuso” Vigna Castello Tipo di terreno: calcareo - argilloso Esposizione: Nord - Sud Forma di allevamento: cordone speronato bilaterale Densità di impianto: 5.000 ceppi/ettaro Produzione media per pianta: kg. 2
Vinificazione e affinamento Epoca di vendemmia: fine Settembre Raccolta: manuale in cassetta Tecnica di vinificazione: diraspa-pigiatura soffice, fermentazione a temperatura controllata in serbatoi di acciaio termocondizionati per 15-20 giorni. Fermentazione malolattica spontanea a fine fermentazione alcolica. Durata dell’affinamento in legno: 12 mesi in tonneaux di rovere di Allier Stabilizzazione del prodotto: naturale Affinamento in bottiglia: 6 mesi
Il recupero del Susumaniello: vitigno storico che stavamo dimenticando. Sembrava non servire più, finita la domanda di mercato sui filtrati dolci - E invece… sentite quale straordinaria compatibilità rivela con il negroamaro Potrebbe provenire dalla Dalmazia. Negli anni 40 del ‘900 dava il nome a una Lacrima di Puglia coltivata in terra di Bari, di Brindisi e di Lecce. Diciamo di un‘uva che dà un vino rosso vivo brillante di gusto pieno. Asciutto. Austero. Numerosi sinonimi contraddistinguono il vitigno in Puglia a riprova della sua ampia diffusione in altri tempi. Oggi lo ritroviamo in provincia di Brindisi dove veniva usato per la produzione di filtrati dolci. Da tempo scomparso dunque e oggi recuperato dopo anni di ricerca e di studio - un gusto che ora, associato al Negroamaro, compone una armonia di profumi e memoria di calcari e terre d’argilla, morbide, profonde. Tra i sinonimi anche: Somarello nero o Zingarello.
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