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Il blog di Quoquo

Cuochi canaglie e sciamani
Gustando a piccoli sorsi Philippe Daverio, mentre si muove, vigile e critico, intorno alla tavola imbandita del sistema dell’arte contemporanea
- raccolto e assaggiato su Inside Art anno 6 n° 55 giugno 2009-
Perché, in realtà, dell’arte e del gusto non frega più niente a nessuno e…

 

… e
“ Invece l’Italia a volte penso che sia su una strada di decadenza inarrestabile. La parte maggioritaria del paese resta plebea e non gliene frega niente, gli basta la televisione. Siamo molto indietro e fra poco la distanza sarà incolmabile. In futuro saremo un paese di medio turismo, produttore di cuochi e di sarte. Resteremo sempre i migliori a fare gli spaghetti, è importante».

… e
” le arti visive sono diventate totalmente autoreferenziali, in un sistema finanziario che ha oggettivamente bisogno di tante risorse, ma poche in senso trasversale: bastano dieci clienti in più e tutti godono, così si sono bloccati i ponti con la società. Ma non è che l’Italia sia poco creativa nell’arte contemporanea e lo sia molto nella classe politica: questa marca il passo con la stessa stupidità e ansia del capitalismo italiano».

… ma
«La creatività italiana è ben lungi dall’essere morta, ma da questo punto di vista il nostro paese deve ascriversi nella lista di quelli che Bush definiva canaglia, perché tende a essere così autoconservativo dei propri privilegi da escludere dalla competizione chiunque ne sia fuori”.

… mentre
“da noi ci sono decine e decine di artisti fantastici, ma non portano a casa un copeco. … Gli artisti più interessanti in Italia sono sciamani ritirati nel proprio mondo che sopravvivono in modo casuale, hanno due robe che li fanno campare o spendono poco».

… e così
“… In un momento di grandissima transizione mondiale, come questo, stiamo riscoprendo le nostre lingue e soprattutto che la globalizzazione non è unica né contrapposta alla glocalizzazione. Non saremo né glocal né global, sarà un mondo fatto di diversi colori, nicchie, con alcuni dati stabili: per fortuna il gin tonic è uguale su tutta la terra all’ora del crepuscolo».

… Anche se
anche se qui ancora meravigliosamente i crepuscoli piuttosto appartengono a certi vini lagrima e rosati.

(dal QuoquoMuseo del Gusto, giugno 2009)