I servizi del museo

Il blog di Quoquo

Il museo mentre lo prepariamo
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L’inaugurazione e apertura ufficiale del nostro QuoquoMuseo del Gusto è prevista per il 20 novembre.
Per ristrutturare la sede del vecchio tabacchificio di Via Sant’Elia hanno lavorato con noi bravissimi artigiani.
Sulla facciata abbiamo riaperto il grande arco di ingresso (chiuso quando l’immobile fu adibito a deposito per l’Archivio di Stato di Lecce) e vi abbiamo sistemato un nuovo portone:

 

disegnato con rigore da Angela Fabrizio, delicatamente reso ‘artistico’ da un intervento di Giancarlo Moscara. A Maestro Pino De Rinaldis, che ha bottega del ferro in Cavallino, abbiamo affidato il restauro della vecchia ringhiera della torre anni ’40 e lui, stando dietro ad una idea del nostro artista Giancarlo, insieme a Giancarlo, ha realizzato la grande scultura in ferro che chiude in alto l’ultimo ballatoio della scala-torre. Stiamo ancora disegnando tutte le maniglie delle porte. Ora dovremo anche scegliere la cucina. Essa sarà il cuore caldo del museo, luogo di sapori e di sperimentazioni. La collocheremo qui al centro, nella seconda campata a destra dell’ingresso. Questi spazi, nove campate coperte con volte a stella, diventeranno il museo del gusto. Ci piace che le volte siano bianche e le pareti e i grossi pilastri siano lasciati a vista. La pietra leccese ed il tufo danno vibrazioni materiche e di luci la cui consistenza dovrà confrontarsi con la forza e l’energia dei “sapori” che presto verranno ad abitare questi spazi. Per il restauro delle pareti come per ogni lavoro di muratura dobbiamo essere grati a Michel e a Palmiro: una piccola impresa edile la loro, intestata al figlio Michel Sticchi. Sono di Galatina. Ma dal nome di Michel si capisce subito che la gavetta – e come penso anche la scuola di metodo – viene dal lavoro di tanti anni in Svizzera. Ho visto ingegneri e architetti inchinarsi di fronte alla sapienza di mestiere degli Sticchi. E così anche per Salvatore e Roberto, che portano lo stesso cognome Pascali e sono tra loro cugini. Loro si sono occupati degli impianti: termoidraulici per Salvatore, impegnatissimo nell’impianto di riscaldamento a pavimento; elettrici per Roberto, bravo come fosse un ingegnere e che nel frattempo è dimagrito di 20 chili.
Poi un giorno nella vita del cantiere è arrivato un albero di limone, proveniente dal vicino vivaio dei fratelli Protasio e Gervasio Tarantino. Lo abbiamo fatto accomodare e gli abbiamo dato una casa nel cortile.
Lo spirito del Museo del Gusto è, già si sente, artigiano ed artistico. Sento degli angeli muoversi con le loro ali, le pietre ne raccolgono l’eco. Le fotografie di Marcello e il suo sogno d’arte mi dicono che lui queste cose che ora stanno per nascere, quando lo spazio era ancora vuoto e buio le aveva con i suoi occhi già viste e percepite.

Foto 3
24 giugno 2009 - VIASANTELIA 54/56
Una volta questo luogo fu magazzino per le foglie di tabacco. Le foglie si infilavano e poi si mettevano ad essiccare sui taraletti. Il lavoro lo facevano le donne. Le donne come si sa sono curiose. Ogni tanto vedo passare qui davanti al cantiere qualche anziana signora che si ferma e sbircia all’interno e poi mi dice che lei ha lavorato qui tanti anni fa e faceva la tabacchina e allora a quel tempo c’era tanto lavoro in paese e oggi lavoro non ce n’è più e tutti i nostri figli sono partiti. Fanno altre cose fuori. Ma anche ve ne sono che sono rimasti e non fanno nulla e sono disoccupati e noi madri siamo disperate. Mi dice. Vedi, qui c’erano le tre camerette del custode: occupavano tre campate e il custode ora abita una casetta con giardino alla periferia del paese e anche lui ogni tanto passa di qui. Quanti anni sono passati. Molte di noi non ci sono più. Il padrone allora si chiamava don Umberto. Passano e ripassano le donnine ogni mattina davanti alla porta del cantiere. Che tra poco diventerà il primo QuoquoMuseo del Gusto.
"Studio di amore e psche" "2008" (Omaggio a Bocklin) - Foto di Grazia De Palma e Marcello Moscara