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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
In programma nei venerdi cinema/gusto di febbraio
Cineteca
"La cena" di Ettore Scola e
"Big Night" di Stanley Tucci

Due film assolutamente da non perdere. Proiezioni in programma nei venerdì del mese di febbraio alle ore 19, al QuoquoMuseo del Gusto.
Ingresso gratuito con tessera socio. Vini in abbinamento e in degustazione: Filimei - L'Astore Masseria del Salento // Armecolo - Castel di Salve

Anteprima  BIG NIGHT - La scheda del film // LA CENA - La scheda del film


BIG NIGHT. La scheda del film
Sono gli anni '50. Primo e Secondo Pilaggi sono due fratelli abruzzesi emigrati in America in cerca di fortuna. Quello che si portano dietro è la loro identità, la storia dei sapori e l’arte che ci vuole per crearli: a New York aprono un ristorante italiano, il “Paradise”, ma farsi strada in America non è facile e la loro attività è ben presto sull’orlo del fallimento.
Dei due fratelli Secondo è il tipico business man, pronto a qualsiasi compromesso pur di realizzare il grande sogno; Primo è invece un cuoco ostinato e caparbio, legato alla grande tradizione della cucina italiana e poco disposto ad adattarsi ai gusti dei clienti americani. La loro grande occasione per rilanciare il “Paradise” è preparare una grande serata in onore del cantante Louis Prima.
Il cibo e la cucina sono qui luoghi di una forte identità familiare insieme elemento simbolico di resistenza all’assimilazione in una cultura altra; sono luoghi simbolici evocativi delle proprie radici, ma che diventano anche il veicolo di nuove relazioni sociali, quando si trasformano alla fine in un momento rituale di aggregazione. Così la cena di questa “grande notte” diventa un momento per raccontarsi, i piatti preparati con meticolosa accuratezza sono alla stregua di un’opera d’arte, in momenti e sequenze di rara delicata e saporita bellezza.

Altre informazioni sul film
“Big Night”, film di esordio di Stanley Tucci e Campbell Scott, è stato premiato per la sceneggiatura al Sundance Film Festival del 1996.
Nazione: Stati Uniti
Anno: 1996
Regia: Campbell Scott, Stanley Tucci
Sceneggiatura: Joseph Tropiano, Stanley Tucci
Cast: Tony Shalhoub, Stanley Tucci, Marc Anthony, Larry Block, Caroline Aaron, Tina Bruno, Pasquale Cajano, Gene Canfield, Minnie Driver
Genere: commedia

Gli appunti e i consigli di Quoquo
- Nell’inquadratura finale una scena alla Truffaut intorno a una frittata racchiude in un intimo silenzio il senso del film. Fumante trionfa, tra le pietanze preparate per la grande cena, il timballo di pasta.
- Film della serie: il cibo e la cucina come opere di alto artigianato e come affermazione di una identità da difendere e da comunicare.
- Vino proposto in degustazione
Filimei – L’Astore Masseria del Salento. – Il vino che celebra il messaggio dei padri ai figli e che celebra, nel calice, la coincidenza, nel presente, del passato e del futuro.
IGT Salento Rosso
Varietà: Negroamaro, Primitivo e Merlot // gran menzione al 15° Concorso Enologico Internazionale Vinitaly 2007
www.lastoremasseria.it

(anche da leggere in “Quoquo.Come le api al miele” – pag 92
Troverai altri vini (degustazioni e racconti) dell’Azienda “L’Astore Masseria del Salento” nella enoteca e nello spazio galleria del Museo del Gusto)


LA CENA. La scheda del film
Una sera, in un ristorante. E in questa ‘unità’ di tempo e di luogo, tra la cucina, la cassa e i 14 tavoli in sala, una quarantina di personaggi compongono, sotto la regia di Ettore Scola, un affresco straordinario: tutto si svolge in tempo reale, ognuno svela la propria storia e la piccola trattoria romana si anima di mille spiriti, di mille anime. Una commedia all’italiana, impeccabile, intergenerazionale. Un film corale, come altri di Scola (La Terrazza, La Famiglia, Ballando Ballando). Dichiarerà il regista: "Ho invitato in un ristorante tanti rappresentanti di quella nuova borghesia che attraversa tutto ciò che resta delle vecchie classi sociali. Volevo far vedere un po' d'Italia, ma soprattutto sentivo il bisogno di guardar vivere e ascoltare questi personaggi". I quali, stando alle parole dello stesso regista, "rappresentano quelle sacche di persone meno privilegiate che poi sono il vero Paese: non vanno in ristoranti alla moda, ma in una di quelle trattorie medie dove si può ancora parlare, lontani dai televisori padroni delle nostre sale da pranzo. E quello diventa uno dei pochi, forse l'unico momento, in cui si può conversare e si fanno confidenze. Mentre a casa non si parla più".

Altre informazioni sul film
Ettore Scola commentò con questa frase l’anteprima de “La Cena” nel 1998: "I miei film sono colabrodi, sono pieni di buchi. Non ho mai aspirato a fare "opere definitive", ma ho sempre sperato di invitare il pubblico a una riflessione”. "Quando il tempo in cui viviamo ci appare di più difficile interpretazione e le analisi del presente o le previsioni del futuro si fanno più incerte, sentiamo il bisogno di osservare con maggiore attenzione gli altri, di indovinare i loro pensieri. Non era il cibo che mi interessava".
La cena
Paese: Italia/Francia
Anno: 1998
Durata: 126'
Genere: commedia
Soggetto e Regia: Ettore Scola
Sceneggiatura: E. Scola, Furio Scarpelli, Silvia Scola Giacomo Scarpelli
Cast: Fanny Ardant - Antonio Catania - Francesca d'Aloja - Riccardo Garrone - Vittorio Gassman - Giancarlo Giannini - Marie Gillain - Stefania Sandrelli - Eros Pagni - Daniela Poggi
Fotografia: Franco Di Giacomo
Montaggio: Raimondo Crociani
Musiche: Armando Trovatoli
Scenografia
: Luciano Ricceri

Gli appunti e i consigli di Quoquo
Ci lascia in bocca il dolce e l’amaro, Ettore Scola, ora che insieme a lui il nostro sguardo si sposta dal cibo agli uomini. Ci lascia pure la bellezza di un istrionico Gasmann e persino un finale giocosamente surreale.

Vino proposto in abbinamento e in degustazione
Armecolo. Castel di Salve

Rosso Salento IGT – Negroamaro 80%, Malvasia Nera di Lecce 20%
Raro un rosso così, tutto puntato sulla morbidezza, sulla rotondità di gusto, piuttosto che sulla potenza e sull’estrema concentrazione tannica. Porge fragranza di frutto lampone e l’aroma vola su bande di mirtillo e di fiore puro. Gusto pieno, armonico, fresco e persistente. Una immediata piacevolezza del bere.
Spontaneo l’abbinamento con questo “Armecolo”, vino di una nobile cantina dal nome di fiaba (Castel di Salve), il cui nome a sua volta è la forma dialettale salentina di “corbezzolo”, piccolo rosso frutto della macchia. Un abbinamento pieno di buchi? Forse perchè, come il regista, anche Quoquo non ha mai aspirato a opere definitive, ma ha solo sperato di invitare il pubblico a una riflessione.
www.casteldisalve.com

(anche da leggere in “Quoquo. La gola come ipertesto” – pp. 146-149
Troverai altri vini (degustazioni e racconti) dell’Azienda “Castel di Salve” nella enoteca e nello spazio galleria del Museo del Gusto)