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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
Lezioni di cioccolato

In cineteca

“Lezioni di cioccolato”- per la rassegna cinema al cioccolato - in programma

venerdì 15 febbraio –  cine- aperitivo su prenotazione


 

la scheda del film

Prologo

“Vivere nel mondo del cioccolato è il mio sogno”: si sente dire all’inizio del film,

quando ognuno spiega perché ha deciso di iscriversi  ad un corso di lezioni sul  cioccolato.

Il film è godibile, divertente; e qualcosa ci insegna del cioccolato. Ci insegna per esempio

che un buon cioccolato per essere davvero buono non deve appagare solo il palato,

bensì deve saper coinvolgere e appagare tutti i cinque sensi. Si chiama proprio così:

la legge dei  cinque sensi. E quando questa legge funziona, grazie al cioccolato

si raggiungono “piccoli momenti di estasi”.Bisogna lasciarsi guidare dal cioccolato, dunque.

Ed è quel che succede ai protagonisti e questa è la loro storia.

La storia con i suoi luoghi e i suoi personaggi

Il luogo della storia  è Perugia e la città si identifica  tutta e subito

con la sua fabbrica di cioccolato. Per la Perugina, grande sponsor del film,

un ottimo esempio di marketing. Costruito come commedia di carattere, nello scorrere

delle scene i caratteri vengono fuori ad uno ad uno, tipi umani buoni e cattivi,

tutti formatisi così nell’Italietta di oggi, un po’ quella di sempre e un po’ quella,

potremmo dire, dell’era berlusconiana.  Il geometra che licenzia gli operai e li tiene

al lavoro nero, che non sa amare, che vive di piccole furbizie nell’arte di arrangiarsi

a scapito della qualità di quel che costruisce. Un’inclinazione a raggirare leggi

e doveri morali che, se appare quasi naturale in lui, si capisce  che poi a tutto questo

lui ci è costretto da una domanda di mercato così bassa e  ignorante, essa, degli obiettivi

di qualità. Questo è lui. Lei è una giovane donna un po’nevrotica:  tutta buoni sentimenti,

tutta impegnata nel volontariato. Sogna di poter vivere nel mondo del cioccolato.

Lei che si innamora di lui. Lui che si innamora di lei. Ovvio! E ciò capita quando,

per strani casi della vita e del destino e per alcuni infortuni in cantiere, i due si ritrovano

insieme a scuola di cioccolato. E poi c’è la figura del maestro di cioccolato:

che appare come un play boy cinico e disinvolto, ma poi si rivela essere buono

come il cioccolato e buon padre. E siccome il cioccolato cambia in meglio i rapporti umani,

grazie al cioccolato si salda alla fine anche quel difficile rapporto tra il geometra

e il suo lavorante immigrato. Da cui era iniziata tutta la storia:con un infortunio in cantiere,

le paure di una denuncia, il ricatto del povero infortunato,  che molto pretenderà

dal geometra  tenuto ormai sotto costante minaccia e costretto, in uno scambio di persona,

a frequentare quelle lezioni di cioccolato solo per fornire un diploma di cioccolatiere

al suo ex operaio. Sarà quest’ultimo, nel procedere della storia e degli eventi,

ad assumere un ruolo di figura-chiave nello sviluppo del finale.

Un lieto fine, ovviamente: e in una serie di luoghi comuni, alcuni dei quali

potevano essere aggirati. Ma sono i luoghi comuni che a volte fanno funzionare

bene le storie,rendendole semplicemente divertenti.  Così, semplicemente.

Regia e cast

Il film è del 2007. La regia è di Davide Cupellini,qui alla sua prima prova di regia

Nel ruolo di Mattia, il geometra: Luca Argentero

Nel ruolo di Cecilia, la ragazza che sogna un mondo di cioccolata: Violante Placido

Nel ruolo del maestro cioccolatiere: Neri Marcorè

Nel simpatico ruolo di Kamal, promosso da operaio immigrato a immigrato pasticciere

e cioccolatiere: Hassan Shapi. Bravissimo.

Morale della favola:

il cioccolato può cambiarti la vita volgendola al bene ed al meglio

Insomma: il cioccolato rende tutti più buoni. È la morale del film.

E se c’è davvero qualcosa capace di rendere tutti più buoni e se questa cosa funziona davvero,

certo siamo  tutti più contenti ed è tanto il bisogno di bontà e onestà che tutti abbiamo che,

grazie fors’anche alle virtù del cioccolato, siamo disposti  a crederci.

Magari la ricetta funziona! Magari basta fare ed offrire cioccolatini  per farci uscire dall’Italietta

clientelare e arruffona e ritrovarsi tutti a vivere in un mondo di affetti, dove i rapporti umani

improvvisamente diventano corretti gustosi sani belli e buoni.

Perché vederlo

Ben costruito nel genere della commedia all’italiana, il film è godibile come commedia di carattere:

può accontentare i palati più semplici e divertire e incuriosire quelli un po’ più raffinati.

Grazie al ritmo, che non viene mai meno. E grazie anche alla simpatia degli attori,

precise macchiette di costune, ognuna così bene nel proprio ruolo.

Pur non avendone lo spirito (forse meglio dire “l’anima”), per alcuni aspetti il film

rientra nel filone narrativo che prende avvio da Chocolat: c’è una sorta di ‘magia’ nel cioccolato,

c’è qualcosa che lo rende speciale e rende speciale chi sa capirlo, gustarlo, prepararlo.

Insomma il cioccolato

Insomma il cioccolato è una cosa seria, molto seria. Ed è un mestiere da artisti.

E proprio come l’arte, anche il cioccolato cura l’anima

Ed ecco dunque tanti buoni motivi per frequentare i giorni del cioccolato al Quoquo

e per iscriversi alle lezioni  del laboratorio  week-end in programma  qui  nei giorni 2 e 3 marzo

Per il programma completo   “i giorni del cioccolato” clicca qui

Per partecipare agli eventi e per iscriversi alle lezioni di cioccolato –

laboratorio week-end  del 2 e 3 marzo con lo chef Imma Pantaleo- clicca qui

I giorni del cioccolato al QuoquoMuseo del Gusto- da febbraio a marzo 2013-

In collaborazione con Cioccolato Maglio