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Putéa (come si dice nel leccese) o putéca (come si dice nei paesi del Salento da Maglie in giù fino al Capo di Leuca). Non ce ne sono più. O quasi. E sono luoghi e sapori d’antan. Li rivediamo e risentiamo in un dipinto del pittore Lino Suppressa (collezione artisti salentini tra ‘800-‘900: Museo Provinciale di Lecce) e in una testimonianza rievocativa delle sue atmosfere lasciataci dalla scrittrice salentina Rina Durante (1928-2004). Un percorso di archeologia dei sapori e due ricette per i pezzetti di cavallo.
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Pratiche d’arte nel backstage di una cucina 10 luglio ore 20 - appuntamento a Specchia (Basso Salento) - Castello Risolo


Pratiche d’arte nel backstage di una cucina? Sfogliare per credere: ecco in anteprima brani e immagini tratti dal catalogo delle opere di Rosamaria Francavilla, artista salentina. Il progetto editoriale è di Titti Pece. Suoi anche i testi che accompagnano un originale percorso di arte al femminile: dal sapore alla bellezza, dalle cucine alle sale di musei e gallerie. Realizzato in collaborazione con il QuoquoMuseo del Gusto, il catalogo contiene anche ricette d’archivio e offre un percorso di archeologia dei sapori. Opere dell’artista saranno esposte, in questa estate 2011, nelle gallerie del museo del gusto, nel contesto della mostra “Di che pasta siamo fatti qui” (dal 15 luglio al 30 settembre) Emozioni e sensazioni che si offrono al palato e alla vista e che lasciano intuire, nella bellezza cui l’arte aspira, come sia, nel gesto di una donna, il motore solidale e affettivo della vita. Brani e immagini da sfogliare qui
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“Non possiamo solo guardare le piante, gli animali e gli uomini. La vita proviene da tutto l'universo, non solo da quella che la terra ci offre. (…) Cosa fa lo scienziato oggi? Prende un preparato, lo scinde e lo studia. Lo tiene ben isolato dall'ambiente esterno e lo scruta nel microscopio. È esattamente il contrario di quello che bisogna fare per capire il macrocosmo. Non solo ci si isola in una stanza ma ci si isola dallo splendore del mondo. Nient'altro esiste che quello che si centra con la lente microscopica. Ma se noi ritroveremo la strada verso il macrocosmo, capiremo di nuovo la natura e altro ancora”. (Rudolf Steiner, nella sesta lezione, 24 giugno 1924) |
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La cucina è arte; ma è arte di genio e di gusto “La cucina è arte; ma è arte di genio e di gusto: e quell’uomo, che non ha né genio, né gusto, non dee parlar di cucina: Tempo passò quando si esercitava la cucina con avvedutezza, con principi, e con raziocinio, onde divenne scienza. Né altrimenti la definì il celebre Montagna, quando la vide esercitata da uomini di sapere come i Bracmani, i quali conoscendo l’utilità del ben vivere, per mezzo della preparazione delle vivande ad esame ed arte, ne presero tanta cura, che par che vivessero per mangiare, e non già mangiavan per vivere. |
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di Vittore Fiore da "Lo stivale allo spiedo" Alle dieci della sera alicette lucidissime dell’ultima pesca, gridate da marinai scalzi che percorrono di corsa strade squadrate come dadi del borgo murattiano; ve le vendono a manciate, un pugno cento lire. Altre grida? Altre voci? Bisogna avere un’idea di che cosa rappresenta il pesce crudo per i baresi (quelli autentici): una soddisfazione di vivere, di possedere. E del sorriso di commiserazione che sale verso chi, per ignoranza, per stomaco debole, o semplicemente per paura, si mette sul no e se ne sta lì a guardare, quasi trasecolato, il Mangiatore fortunato... |
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