I servizi del museo

Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // CUCINA. IMPARA. GUSTA. CONDIVIDI. MANIFESTA IL CUOCO CHE C'E' IN TE: tutte le domeniche a partire dalle ore 16,30 lezioni di cucina con lo chef Andrea Carriero - chiedi informazioni - scrivi a info@quoquo.it - passaparola - passa a tesserarti // aperte le iscrizioni ai corsi personalizzati e professionalizzanti // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
Estate al museo del gusto

Dove qualcosa accade,
un po’ ogni giorno,
di sapore e di gusto.
un po’ di buon cinema
un eccellente vino
e l’occhio che si nutre di arte
tra pani, grani e abiti di spighe.






Domenica 25 e mercoledì 28 Luglio
Dalla cineteca di Quoquo in programmazione

- Un tocco di zenzero, di Tassos Boulmetis, Grecia–Turchia 2003
- Cous cous, di Abdellatif Kechiche, Francia 2007
Dalla galleria dei vini: selezioni e degustazioni di scoperta nel mondo del negroamaro in proposte di abbinamento vino-film - Inizio ore 20,30
Nell’ambito della rassegna “Tra i sensi del Mediterraneo” organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Cesario di Lecce.

       



UN TOCCO DI ZENZERO
Titolo originale: Politiki kouzina / Nazione: Grecia, Turchia / Anno: 2003
Durata: 108' / Regia: Tassos Boulmetis
Cast: Georges Corraface, Tassos Bandis, Basak Köklükaya, Ieroklis Michaelidis, Renia Louizidou, Stelios Mainas, Tamer Karadagli, Markos Osse
Produzione: Village Roadshow Productions, Greek Film Center, FilmNet, Cinegram S.A., ANS Production, Smallridge Investments, MC2 / Distribuzione: Lady Film
Segnalazioni: "Un tocco di zenzero" è stato candidato ufficiale della Grecia per il Premio Oscar 2005 come Miglior Film Straniero.

L’alchimia delle spezie elevata a filosofia
"Cucina politica", è il titolo originale di questo grazioso film greco. La cucina come metafora della vita, suddivisa in antipasti, piatti principali e dessert. Il cibo come affermazione d’identità nella difficile condizione di essere figlio in una famiglia greca di Costantinopoli negli anni ‘60. Fanis racconta la sua infanzia ad Istanbul, trascorsa tra gli odorosi sacchi del negozio di spezie del nonno Vassilis e l’amicizia con la piccola Saime. Le crescenti tensioni politiche tra Turchia e Grecia lo costringono ad emigrare ad Atene e a separarsi dal nonno e dall’amica, ma gli odori e i sapori di quella terra avvolgeranno la sua vita fino al giorno del suo ritorno.

Gli appunti e i consigli di Quoquo
- Una frase scelta come chiave di lettura: "...tu cucinerai per me, e io ballerò per te..."
- Film della serie: meditando sulla differenza tra cibo e cucina; guardando alle cucine come luoghi di creazione del sapore e delle identità ed anche luoghi di scambio degli affetti, dunque dono, amore e desiderio, amicizia.

Quel che il nonno Vassilis insegna a Fanis
"Il pepe... è piccante e brucia, proprio come il sole."
"Il sale… va aggiunto nelle dosi necessarie per insaporire la vita di ognuno.
“La vita, come il cibo, richiede sale…”
“La cannella… è dolce amara, proprio come una donna”.
Sapori dolci e speziati possono essere mescolati in diverse maniere:
combinati assumono sfumature particolari impossibili da trovare se usati da soli."

Una ricetta dal film: ingredienti per le polpette allo zenzero di Fanis
(per 4 persone): Mollica di pane bagnata nel latte tiepido / 500 g di carne macinata/ un po’ di menta t / 1 cipolla sminuzzata / 1 spicchio di aglio tritato / 1 po’ di origano / 1 cucchiaio di aceto di vino bianco / 1 uovo / 1 pizzico di noce moscato / 1 tocco di zenzero / sale e pepe q.b. / data forma alle polpette,esse si infarinano e poi si friggono (rigorosamente in olio d’oliva extravergine).


COUS COUS
Titolo originale: La Graine et le Mulet / Nazione: Francia / Anno 2007
Durata: 151 minuti / Regia: di Abdel Kechiche
Cast: Sabrina Ouazani, Alice Houri, Olivier Loustau, Bruno Lochet, Carole Franck, Sami Zitouni, Hafsia Herzi
Premi e segnalazioni: alla 64esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2007) Premio speciale della Giuria; Premio Marcello Mastroianni ad Hafsia Herzi come miglior attrice emergente; candidato al David di Donatello 2008 come miglior film dell'Unione Europea; candidato al Nastro d'Argento 2008 come miglior film europeo.

Tra le recensioni scelgo questa, di Lietta Tornabuoni su La Stampa
“Se fosse italiano si chiamerebbe 'Spaghetti', perché 'Cous Cous' (la grafia è quella francese), pietanza composta di semola, pesce o carne, verdure, è il piatto nazionale nordafricano: protagonista del film di Abdellatif Kechiche è una vasta famiglia tunisina da tempo abitante in Francia nella città portuale di Sète, e il cuscus è al centro dei suoi progetti.
Le sequenze belle sono due. Per intrattenere i primi importanti clienti di un ristorante in modo che non si accorgano dei ritardi, una ragazza fa una lunga danza del ventre. È una ragazzina grassa, con la pancia sporgente, ma la sua danza è assai sensuale: i fremiti, gli scatti, i sudori del ventre, la stanchezza della danzatrice che sfiora a volte lo svenimento, lo sforzo tenace per apparire attraente, sono emozionanti. Più tardi, di notte, due ragazzi rubano il motorino al protagonista sessantenne che tenta di raggiungerli correndo senza fiato prima di accasciarsi: il regista dice d'essersi ispirato a 'Ladri di biciclette' di Vittorio De Sica, ma se bastasse il furto di un mezzo di trasporto...
'Cous Cous' (titolo originale, 'La graine et le mulet', la semola e il cefalo del cuscus di pesce) è una storia vivace, dinamica, allegra, popolare. Un operaio che ha lavorato per 35 anni nel cantiere da dove a sessant'anni lo mandano in pensione, per mantenersi in attività e venir rispettato in famiglia vuole aprire un ristorante di cuscus su una nave dismessa favorendo l'impresa con una grande serata a inviti. Intorno a lui, razzismo educato e dolori, giovani vecchi e neonati, gelosie e amori, burocrazia ostile e avventure di una famiglia solidale, affettuosa e buffa. Gran premio della giuria all'ultima Mostra di Venezia, è un film in parte patetico e in parte comico, come erano certe vecchie commedie italiane con problemi sociali: 'Totò cerca casa', 'L'onorevole Angelina', 'La famiglia Passaguai'.”

Nella recensione di Giancarlo Zappoli
“Abdel Kechiche torna a parlare efficacemente del mondo che conosce meglio e cioè di quello degli arabo-francesi integrati da decenni nella società dell'area marsigliese”.
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49628

Posti disponibili 50
Ingresso con tessera socio gratuita per un giorno
Per la degustazione contributo euro 5,00


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