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Aristoputeca
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Ogni venerdì, precedute da ‘nsurti e seguite dal suprataula, sempre nuove e diverse, appaiono in tavola alcune pietanze (a cura dello chef Andrea Carriero). Venerdì 3 febbraio - “Sarà "crema di zucca e zenzero con cozze e spunzali fritti " (tipo: nuove idee dello chef) - E sarà anche una calda "mozzarella in carrozza" (del tipo: chi se ne ricorda più?). Venerdì 10 febbraio - Arriva in tavola un classico, il piatto che celebra le civiltà del Sud: diciamo del “Timballo di pasta” da farsi con pasta dell’Antico Pastificio Benedetto Cavalieri - Si contano sulle dita di una mano quelli che ancora sanno prepararlo e c’è perfino, oggi, chi non lo ha ancora mai assaggiato! Venerdì 17 febbraio - “Questa volta sarà “Galantina” da accompagnarsi a “Gattò di patate” (e così continuiamo a percorrere le strade aperte da Vincenzo Corrado). Venerdì 24 febbraio - Classici di febbraio dalle tavole borghesi e dalle tavole popolari: “Pasta e fagioli e paparine” – prelibatezze fortemente strutturate anche per compensare l’eccesso di raffinatezze delle performance dello chef in questo mese di febbraio.
Prenota qui il tuo venerdì in Aristoputeca - tel 380.7558512 Non è un ristorante e non è neanche un pub. Cosa è e cosa non è l’Aristoputeca
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Attività didattica in corso
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Appuntamenti tutti i giovedì alle ore 20,00 e in replica la domenica alle ore 19,00 - Aperte le iscrizioni. Agli iscritti ai laboratori è riservata la partecipazione ad una rassegna cinema a tema. Appuntamenti in cineteca (o anche in biblioteca) a cura di Titti Pece

Si può scegliere il format da una o da tre “lezioni” e poi scegliere ancora tanti temi di approfondimento. Così il laboratorio si personalizza sulle esigenze di ciascuno e il “meraviglioso” mistero/stupore del vino si svela in forma di nuova conoscenza e piacere. Le selezioni dei vini in degustazione sono a cura del QuoquoMuseo del Gusto. Direzione e conduzione del laboratorio a cura di Rita Baldassarre. Previsti incontri con i produttori e, a complemento di un ciclo di laboratori, visite guidate con degustazioni in cantina. Ogni laboratorio comprende la degustazione di tre vini e si conclude con esercitazioni guidate di abbinamento vino-cibo. Quota associativa di partecipazione al ciclo di tre laboratori €80,00 - per lezione singola €32,00 Si comincerà dai vini bianchi… e poi… Per prenotazioni e per iscriverti clicca qui
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Libreria
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Scritto da Titti Pece ecco il primo titolo della collana “Le ricette del Quoquo Galante”. Lo trovi al Museo del Gusto. Costa 20 euro. È bellissimo. Prima edizione a tiratura limitata. Puoi richiederlo anche ora da qui. Zero costi di spedizione
Vai al video di presentazione
Per informazioni: 380.7558512 /
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Blog
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di Titti pece
All’inizio, nel primo capitolo, vi sono ricette che provengono direttamente da Casa Cavalieri. Altre le ho raccolte direttamente dagli chef. Altre ricette, bellissime, le ho chieste e me le hanno inviate cuciniere e gourmet che frequentano il museo del gusto. Ed io cosa faccio? Racconto, mentre le trascrivo; e faccio in modo che il mio libro di ricette contenga in ogni ricetta come l’inizio di un racconto possibile.
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Il Quoquo Galante - Archivio Ricette
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Dal volume “Di che pasta siamo fatti qui. Cavalieri si nasce” di Titti Pece, ed. Moscara Associati Scarica la versione online della ricetta
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Rassegna stampa
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Una troupe della televisione cinese Bejing TV gira l’Italia gastronomica, percorre dieci regioni e, giunta in Puglia, arriva nel Salento dove visita il Pastificio Benedetto Cavalieri e il QuoquoMuseo del Gusto. Ci informano che la trasmissione ha riscosso grande successo di pubblico. L’intero servizio, sviluppato nell’ambito del programma MAE-Regioni-Cina, è andato in onda in dieci puntate, dal 1 al 10 agosto in fascia pomeridiana, con successiva replica in fascia mattutina. Le puntate sono visibili online sul sito della rete televisiva cinese. Per vedere come ci hanno visti e raccontati al loro pubblico i giornalisti cinesi vai al video.
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Culture-Antologie
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Putéa (come si dice nel leccese) o putéca (come si dice nei paesi del Salento da Maglie in giù fino al Capo di Leuca). Non ce ne sono più. O quasi. E sono luoghi e sapori d’antan. Li rivediamo e risentiamo in un dipinto del pittore Lino Suppressa (collezione artisti salentini tra ‘800-‘900: Museo Provinciale di Lecce) e in una testimonianza rievocativa delle sue atmosfere lasciataci dalla scrittrice salentina Rina Durante (1928-2004). Un percorso di archeologia dei sapori e due ricette per i pezzetti di cavallo.
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Tenuta Francesca Stajano Passeggiate tra gli uliveti e degustazioni di extravergine

Alezio: paese sulle serre, a ridosso della costa ionica. A 6 km dalla città di Gallipoli. Una campagna tra le più fertili, famosa per gli aranceti, per la coltura antichissima dell’ulivo e per il gusto particolare che ai frutti e alle olive viene da questo microclima. Luoghi di otium (le nostre vacanze intelligenti!), nelle villeggiature trascorse una volta dai signori di campagna negli antichi “casini”, dove nei palmenti si trasformava l'uva in vino lacrima e nei frantoi con le vecchie macine di pietra si spremeva il succo dell’oliva. Casino Astuto è sede dell’Azienda agricola Francesca Stajano. Qui si producono tre oli d’oliva extravergini (extravergini non solo per ragioni chimiche, ma per le caratteristiche di odori e di assaggi) riconoscibili in bottiglia dal colore della capsula: capsula gialla per il blend (Cellina, Ogliarola e Frantoio), capsula nera con cerchio dorato (varietà Frantoio), capsula nera per varietà Pendolino, riserva aziendale.
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A ber riflettere: la galleria dei vini
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Nel calice riflessi violacei e un rubino intenso. Dal calice sale al naso un profumo complesso: note balsamiche, sentori di mora, ribes, spezie. In bocca avvertiamo una trama tannica fitta e spessa. Un corpo forte, un sapore voluminoso e consistente. Nella degustazione che ne proponiamo ai visitatori del museo lo accompagniamo ai pecorini stagionati e semistagionati delle masserie del Salento. E meravigliosamente questo vino accompagna un agnello al forno nelle nostre quoquocene.
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A ber riflettere: la galleria dei vini
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Aiace, Médos, Artas. A questi grandi Rossi di Castello Monaci i nomi vengono da storie lontanissime e antichissime, che ci conducono nelle atmosfere del mito. La qualità viene da una grande cura della vigna e dalle tecnologie di una cantina modernissima. Alle degustazioni nei vini lo stile è possente, elegante, forte. Robusto come i nomi degli eroi mitici evocati in etichetta; e pur sa essere disinvolto, questo stile; sorridente, come lo sono, in cantina, i volti delle persone che incontriamo oggi. Volti innamorati di vitigni che qui sono Negroamaro, Primitivo, Malvasie. Vitigni del Sud che, nell’esperienza di Castello Monaci, entrano a far parte del patrimonio del Gruppo Italiano Vini.

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