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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
San Cesario di Lecce
San Cesario di Lecce e i paesi della corona nella Valle della Cupa: un contesto storico e geografico a forte valenza  culturale e paesaggistica.  È a San Cesario il QuoquoMuseo del Gusto.

Quando  a fine ‘800 lo studioso Cosimo de Giorni  scriveva  i suoi “Bozzetti” di viaggio dedicati  ai paesi  di Terra d’Otranto,  il suo sguardo, partendo dall’alto del Campanile barocco di Lecce, descriveva e abbracciava la  dolcezza del paesaggio  di orti e giardini intorno alla città , tra cui  si distendevano  i  “paesi della corona”, luoghi di cui lo studioso vantava cultura e colture, bellezza e piacevolezza del vivere, tradizioni e salubrità.

Bisogna dire che tra i “paesi della corona” ognuno già si caratterizzava e si manifestava con una propria identità, la cui  somma o visione complessiva ancora oggi si manifesta come immagine urbanistica  e territoriale di un sistema produttivo  e di uno stile di vita organizzato intorno  alla vita della città capoluogo.

Così, tra i paesi della corona, San Cesario di Lecce  veniva definito   dal De Giorgi  come “la Tivoli dei Leccesi”: appellativo con cui lo studioso intendeva la sua capacità di attrazione come luogo di residenza in villa o in eleganti palazzi signorili con attigui giardini; ed egli anche sicuramente si riferiva  al paesaggio urbano diffuso delle case a corte con attigui orti. Tutte “abitudini” o stili di vita che ancora oggi persistono. La “Tivoli dei Leccesi” prosperò, tra fine Ottocento e Novecento, grazie alla  intraprendenza  di una borghesia ricca e dai gusti raffinati, cresciuta sulle attività delle distillerie di alcool e sulla coltivazione e lavorazione del tabacco. Fu così che accanto alle ville  liberty e agli eleganti palazzi stile ‘900 si svilupparono e sorsero  edifici industriali: distillerie appunto e tabacchifici. Un fenomeno che, tipico  di  molti paesi della provincia, a San Cesario  assunse  una valenza particolare per quantità  di investimenti e realizzazioni e per qualità architettonica. In questo contesto si colloca il manufatto  di Via Sant’Elia dove  sorge  il  Museo del Gusto. A caratterizzare ancor di più  la forte identità  del luogo, peraltro ricco di straordinari monumenti di arte come il Palazzo Ducale - una delle massime espressioni  di edilizia civile di età barocca nel Salento -  e la chiesetta medievale di  San Giovanni impreziosita da affreschi trecenteschi di stile bizantineggiante, contribuisce  la sua collocazione nel contesto,  a forte valenza paesaggistica e storica, della Valle della Cupa.