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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
Galatina

 

 

 

 

GALATINA

Città barocca e rococò nel cuore agricolo della provincia
Con un capolavoro dell’arte tardo gotica e alcune stazioni del Gusto da non perdere

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La città degli “africani”, delle cassate di ricotta e delle dita d’apostolo


Galatina è innanzitutto una città dolce. Nei palazzi barocchi e rococò si conservano squisite ricette di dolci di ricotta. Perché le ricotte qui sono sempre state buonissime e ancora se ne fanno di ottime. Quanto alle “dita d’apostolo”, in altri paesi del Salento di cui se ne conserva memoria dette anche dita d’angelo, si preparavano nei giorni del carnevale ed erano come crêpes a base anch’esse di ricotta. Sono dolci tardo-medievali o proto-rinascimentali che dir si voglia. Quoquo ama definirli i dolci dell’autunno del Medioevo: evocano il mondo cavalleresco degli Angioini e degli Orsini, principi di Taranto, signori di Galatina. Per la quantità di zucchero e di uova impiegati gli “africani” appartengono invece alla categoria dei dolci rococò e sono imperdibili: sono biscotti allo zabaione, uova fresche tutto gusto ed energia; perciò si offrono alle donne dopo il parto, ma la loro celebrazione e il massimo loro gusto è al bar ed è un’abitudine tutta retrò, gusto tra Ottocento e Novecento, quando l’africano lo inzuppavi in un cappuccino. O in una tazza di ottima cioccolata calda. E lo sentivi sciogliersi. Sapore erotico, morbido, smaliziato: come lo sono tutti i dolci e i biscotti a Galatina.
Prodotti e preparazioni documentati nella galleria e nel catalogo Beni Culturali Enogastronomici del QuoquoMuseo

Atmosfere Arte / gli straordinari affreschi di Santa Caterina


Le atmosfere, in questa stupenda basilica, sono quelle della corte principesca degli Orsini. Le scuole pittoriche, in questi straordinari cicli di affreschi dedicati alla vita di Santa Caterina e alle storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, sono la napoletana, la giottesca, la senese, la bizantina. L'età storica è quella degli Angioini. Quando,  con i del Balzo Orsini, le terre salentine divennero da greche e bizantine qual'erano da secoli, occidentali e latine. Operazione di trasformazione culturale che neppure ai potenti Normanni era  a suo tempo riuscita. Una meta da non perdere, visto che ci troviamo di fronte al più importante ciclo di affreschi tardo-gotici della Puglia.

Indirizzi utili Nella più antica pasticceria del Salento

Un pasticciotto così non lo avete mai visto né ancora mai assaggiato.
Il rito ha i suoi cultori e si compie ogni giorno (tranne il lunedì, giorno di chiusura) ad orari stabiliti: prima sfornata alle ore 9, seconda alle 11. Dopo venti minuti dall’uscita dal forno il pasticciotto è alla temperatura giusta: va mangiato tiepido per coglierne tutta la fragranza. Il rito si compie ogni mattina e ha il suo tempio: la pasticceria di Andrea Ascalone, qui nel Salento, a Galatina.
Il maestro, anzi i maestri (Andrea è con Davide, suo figlio) si scherniscono: non dicono di essere bravi o speciali (cosa che dicono e pensano i clienti della loro pasticceria). Ti dicono solo che gli Ascalone fanno il loro mestiere, qui nello stesso posto dal 1745, che le ricette sono quelle che si tramandano da allora di padre in figlio e che il loro segreto non è un segreto: è solo l’ostinata coerenza con cui si applicano nella selezione, esigentissima, delle materie prime e nella lavorazione in tutto e per tutto artigianale.
Da scegliere e da gustare anche, secondo le stagioni e i giorni della settimana: torte (la cassata, la Sibilla, la Favorita, il classico gateaux, la zuppa inglese); paste (fruttoni, paste alla crema, bigné, arlecchino, fruttini, rullé, pastierine, cannoli di sfoglia, sospiretti); dessert (amaretti, mostaccioli, divini amori, paste secche, maddalene, quaresimali).
Indirizzo: via Vittorio Emanuele 17 – tel. 0836.566009 – chiuso il lunedì
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