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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
Acaia

 

 

 

 

 

ACAIA

Frazione del Comune di Vernole a ridosso della costa adriatica

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Il paese dei “pampasciuni”

Il sapore del luogo era un tempo il “pampasciune” (lampagione o lampascione), rinomato cipollotto selvatico di Puglia che qui, nei terreni incolti di Acaia, aveva trovato il luogo adatto dove prosperare tranquillo. E la gente del posto aveva imparato a nutrirsene, persino dedicando all’amaro cipollotto una festa e una pietanza.
Ma nessuno o quasi ci pensa più: forse anche perché quel sapore ad Acaia sapeva di povertà.
Il prodotto è documentato nella galleria e nel catalogo Beni Culturali Enogastronomici del QuoquoMuseo

Atmosfere Arte / Castelli

Se siamo nel Salento, se non per lo stupendo cipollotto (che cercheremo da un’altra parte e sicuramente potremo gustare al QuoquoMuseo del Gusto), ad Acaia ci andremo comunque: per godere l’atmosfera un po’ metafisica e il silenzio del piccolo borgo, cinto da mura e da fossati, dove sorge il bel castello di Giangiacomo dell’Acaya, signore del luogo e famoso architetto militare al tempo e al servizio dell’Imperatore Carlo V. Tra i castelli di Puglia e del Salento è sicuramente uno dei più interessanti. E vi capiterà di scorgere una “Dormitio Virginis”, raro e pregevole esempio di pittura medievale, affresco riapparso di recente, durante i restauri. Una passeggiata tra le due piazzette: dal castello alla torre dell’orologio e poi si può anche cambiare strada. Passando da Guerino, il macellaio di Acaia.

Indirizzi utili dove e cosa comprare / da Guerino

Così ritornando sui nostri passi appena fuori porta, di fronte alla piccola chiesetta di San Paolo che fu luogo di tarantate, potremo fermarci da Guerino, il macellaio di Acaia: nella piccola botteghina di paese senza pretese di essere meta turistica le carni sono buone, si trova ancora il castrato di agnello, i “turcinieddhi” (involtini di interiora di agnello) sono ottimi, troviamo carni provenienti da bovini di razza podolica e se siamo fortunati assaggiare i pezzetti di cavallo cotti al sugo da Dolores. Per non dire della tradizione della “capuzzella”, roba per palati d’altri tempi, coraggiosi e forti. Tra castrato di agnello, turcinieddhi, bistecca podolica e pezzetti di cavallo, pur lasciando stare la capuzzella, una buona porzione di Salento contadino cominciamo qui a masticarla: sentite, ce l’abbiamo già in bocca.
Indirizzo: Acaia, via Dante 10 – tel 0832. 861187 – aperto anche la domenica

Acaia
• posizione negli itinerari del QuoquoMuseo:
i paesi della corona

• da leggere in: “Quoquo. Come le api al miele”, pp. 15-31

• ricetta del luogo: “pampasciuni” in pignata all’acaiese marchio archeologia dei sapori

• da non perdere nelle vicinanze:
- per gli appassionati di percorsi naturaiistici: Le Cesine, Parco naturalistico del WWF
- per i cultori della biodiversità: stazione del Gusto Masseria Le Cesine, il frutteto didattico (piante e frutti documentati nella galleria e nel catalogo Beni Culturali Enogastronomici del QuoquoMuseo) -