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La Tavola come Tempo PDF Stampa E-mail
Scritto da TiMa   
Sabato 07 Novembre 2009 09:52

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La Tavola come Tempo

Dove tutto questo si fa per mantenere in vita la Vita.
Perché qualcosa se ne va per sempre se un sapore muore.
Ed anche perché tutte le storie della Storia passano dalle cucine

Segreti sapori custoditi nei palazzi, nelle case, nei monasteri.
E una ricerca che li svela; e svelandoli li documenta, Vecchi consumati e tarlati quadernetti di cucina! Ora custoditi, quei sapori, in un grande album d’artista (elegantissima la messa in pagina di Giancarlo Moscara) e in utilissimi database consultabili per riecette e indici. Con tante sorprese che ne vengono fuori e stimoli per ulteriori ricerche e domande da porsi. Una soprattutto: la conosciamo così come si deve la cucina di tradizione? E quali studi occorre ancora fare e come la si storicizza? E che cosa è mai la “tradizione”? Alle poche ricerche finora condotte in Puglia in ambito universitario (documentate nella nostra biblioteca) si offrono – e si aggiungono come materiali di studio – le mnemoteche del museo del gusto. Al cui arricchimento ognuno potrà contribuire: basta avere un quadernetto di cucina conservato da qualche parte nella credenza o in un cassetto, tra i ricordi di casa e di famiglia. Intanto dedichiamo questa ricerca alla figura di Luigi Sada che fu scrittore e storico della gastronomia in Puglia, dai cui studi occorrerà in qualche modo ripartire. Alla figura di Luigi Sada Quoquo dedicherà un convegno e seminari di studio previsti nel corso del 2010.

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Novembre 2009 11:03
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Nel quadernetto del monastero

Un timballo  per la Notte di Natale
In cucina, nel monastero più aristocratico  della città  dove  da secoli e secoli  prendono i voti  le più nobili dame di Puglia, per il pranzo di Natale ecco quel che porterà in tavola la sorella cuciniera. Il monastero è quello delle Suore Benedettine di San Giovanni, a Lecce. La pietanza, come per tradizione, è un timballo di maccheroni. Ed è il Natale del 1837. Sulla nota per la spesa c’è scritto: “Per sette cassarole di timpano cinque rotola di maccheroni, pasta frolle 3 rotola, 5 quarti di zucchero e 5 d’insogna, ova trenta, due rotola di carne”. Un rotolo equivale a 890 gr. “Insegna” sta  per “strutto”.

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