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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
I percorsi esperenziali del QuoquoMuseo del Gusto
Percorsi di degustazione

 

C’è il percorso della frisa, il percorso dei sapori del Parco e c’è anche un viaggio gastronomico nella storia del Salento come si è stratificata nelle cucine e come è diventata sapore in tavola.

Questi percorsi esperenziali sono piccoli e gustosi laboratori di Etnogastronomia e Archeologia dei sapori. Sono un format esclusivo del Museo del Gusto. Intrattengono il visitatore del Museo con storytelling, degustazioni, preparazioni con mani in pasta in cucina e tavole conviviali dove non manca del buon vino, come è naturale! Ogni percorso è un capitolo di storia del Salento raccontato dal punto di vista della gola. Un viaggio nel Salento boccone dopo boccone (a cura di Titti Pece).

Scegli e prenota l’esperienza di sapore che ti piacerebbe fare.


 

Il percorso della frisa.

Dove si gusta, si prepara e si racconta della frisa salentina dall’età arcaica al secolo dei Romantici, dalla Belle Èpoque alla nouvelle cuisine.

La famiglia è quella dei cereali, è un pane bis-cottato, si rigenera con l’acqua (magari acqua di mare), si condisce un po’ come si vuole, si mangia con le mani. Di ricette se ne rintracciano e se ne creano tante: e ve ne sono per ogni stagione, autunno e inverno, primavera e estate. L’estate soprattutto è la sua stagione più bella. Perché si chiama frisa e dove e quando è nata? E come si distingue quella salentina da quella pugliese e in genere meridionale? Di domande ci sono queste e ve ne sono anche altre. Ma soprattutto il sapore bisogna imparare ad ascoltare. Infatti si comincia proprio dall’ascolto, visto che una buona frisa in bocca deve poi ruzzulare. Per capire una buona frisa tutti i sensi imparano a fare la loro parte. Chè un ruolo c’ha pure la vista, uno il naso e uno il palato, che qui interviene sia con il gusto che con il tatto. Il sesto senso ce lo mettiamo noi ed è il piacere che una buona frisa procura alla mente e alla pancia. Quello che noi chiamiamo erotismo del sapore. Una sensazione che tanto più si prolunga quanto più le accosti un buon Rosato da Negroamaro. 

Il percorso del Parco.

Dove si gusta, si prepara e si raccontano i sapori del Parco Naturale Regionale Otranto Santa Maria di Leuca – Bosco di Tricase.

Nella campagna il fico, il carrubo e il melograno. Nell’orto il mugnolo e una cicoria molto rinomata. Nei campi una varietà di erbe selvatiche commestibili che nel passar dei secoli hanno dato luogo a minestre semplici e pure al sapore straordinarie. Nei pressi del mare garighe e pascoli profumati. Lungo i sentieri il finocchio selvatico e lambiti dall’onda critimi (finocchio marino) e bietole di mare. Sulle rocce carsiche il cappero e l’opunzia. Nella campagna le barbatelle e gli ulivi secolari. Sulle terrazze, ad essiccare al sole, le conserve, gli ortaggi e le marmellate. Negli alveari il miele. Nei forni le pitille e i pani d’orzo. In cucina certe paste fresche fatte di farine rustiche e preparate in casa. E così c’è la cucina del sole, quella di mare e di terramare; e su tutto, ben custodito nelle pieghe dei riti e della devozione, c’è sulle Tavole di San Giuseppe un grande patrimonio di archeologia dei sapori. Venite a sentire. Venite ad assaporare.

Il percorso della storia del Salento

Dove si gusta, si prepara e si racconta la storia di un luogo eccentrico del Mediterraneo dal punto di vista della tavola.

Questo percorso di degustazione è un viaggio. Un viaggio di sapori stratificati nel tempo e incisi nel paesaggio. Dovete dunque sapere che…

“Termina a sud-est, l’Italia, in  una penisola bagnata da due mari, distesa tra lo Ionio e l’Adriatico. Vi passarono da sempre molte genti e la piccola penisola fece da ponte tra oriente e occidente, nel corso del tempo e della storia, nel Mediterraneo (….). In età aragonese e spagnola una piccola e diffusa nobiltà  feudale la decorò di castelli e palazzi”. E chissa come mangiava, diremmo noi! Sapendo che qui le piante sono la vite e l’ulivo, il fico e il melograno, il cotogno e la marangia; che le terre rosse e quelle argillose danno un gusto particolare alle erbe e ai frutti degli orti e che queste genti salentine qualcosa hanno ereditato nel loro DNA dai Greci e dai Latini, qualcosa dai bizantini e dai Normanni. Poi furono Svevi e Angioini a far fiorire qui sapori e arti, mentre vi passavano, nel medioevo, saraceni e crociati. E poi gli Aragonesi e gli Spagnoli, i Borbone, i Francesi… di gran moda, figuriamoci! Per capire questa terra bisogna andare prima sul pavimento della cattedrale di Otranto e scoprire con meraviglia l’accostamento tra Re Artù e Alessandro Magno. Ora capite cosa è il Salento. Ed ora immaginate cosa queste storie, dall’età arcaica alla moderna, hanno lasciato sulla tavola. A proposito: “Delle sue genti riferiva Varrone che ‘furono chiamati salentini poiché avevano fatto amicizia in mare’ (in salo)” . (Le citazioni sono tratte dal bellissimo libro “Salento” di Marcello Moscara, un fotografo che il Salento lo ha attraversato tutto con il suo ‘sguardo’. E anche questo suo sguardo ispira i sapori di questa tavola).

Come si sviluppano i percorsi

In quattro tempi per un totale di 3 ore e poi si rimane quanto si vuole a tavola.

1.  Storytelling: un mix di slides-narrazione, piccoli assaggi e calici di Salento;

2.  Tavola dei sapori: presentazione dei prodotti con schede relative al loro valore di Bene culturale enogastronomico

3. Laboratorio in cucina: preparazione di tre pietanze, conversazioni  e assaggi;

4. Tavola conviviale: i frutti del laboratorio portati a tavola insieme a sopratavola con frutta di stagione e dolcerie, abbinamento di due vini con schede di degustazione (un rosato o un rosso + un vino da meditazione, etichette selezionate  dalla galleria dei vini del museo)


Come si partecipa

I percorsi si svolgono su prenotazione in giorni e orari che possono essere concordati con la nostra segreteria organizzativa.

Possono essere personalizzati e accolgono un numero massimo di 10 partecipanti.

Per informazioni prenotazioni  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , tel. 380.7558512.

Scegli e prenota l’esperienza di sapore che ti piacerebbe fare.

Quote di partecipazione individuale  x singolo percorso:

€ 50 percorso completo /in forma di workshop

€ 20 versione ridotta della durata di 2 ore circa ( storytelling + 1 preparazione realizzata  in cucina e degustata a tavola + vino al calice + degustazione di extravergini di oliva  e piccoli assaggi  da “La cucina del sole” su friselline d’orzo e ai 5 cereali)

 

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