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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
Io leggerò per te, tu cucinerai per me
Quoquocenaconme

Degustazioni letterarie al QuoquoMuseo del Gusto
Le immagini della serata – i brani scelti -  la scheda del film “Un tocco di zenzero” – i vini in degustazione – i sapori di questa sera - uno zoom sulla serata del 28 novembre nella nostra Galleria del Gusto (reportage fotografico di Filippo Fabbri)

 

 

 

 


I brani scelti

Lo stesso mare
Può anche darsi che il sapore delle olive piccanti rimaste a lungo in salamoia con spicchi d’aglio od olio sale limone peperoncino e qualche foglia d’alloro
Può anche darsi che ti riporti in vita l’alito di un evo antico: crepe nella pietraun gregge, ombra e note di flauto, respiro argentino d’acque primordiali  dentro un otre.
Freddo di grotta, una capanna in una vigna,un riparo in un cocomeraio tozzo di pane d’orzo e acqua di pozzo.
Vieni di là. Hai peregrinato. Qui sta l’esilio….Vieni, ora andiamo a casa.
(Amos Oz, Lo stesso mare, Feltrinelli 2006 – traduzione dall’ebraico di E. Loewenthal)

Mappa del Nuovo Mondo
Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira fuori le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.
(Derek Walcott, Mappa del Nuovo Mondo, Adelphi 1998 – trad di B. Bianchi. G. Forti. R. Mussapi)

I mestieri si rubano con gli occhi

Aprile viene col suo odore
di letti sfatti per l’Adriatico.
Senza attrezzi e mestiere va
incontro a un amore
leggero, fresco di lino.

Ricordo una fontana di crocicchio
dove zingari intrecciavano coi giunchi e salici
i canestri: da lì tornavo con brocche
d’acqua tersa per la casa senz’acqua
domestica. E nel rione zitelle a turno
fare la ronda al cielo davanti agli usci.:
per ogni stella una promessa di matrimonio
in soffice cantilena notturna
sotto la bianca scodella della luna.

Poche parole e ancora meno
i fatti. Soltanto segni
visioni voci immagino
e addento.
La poesia è questo
pomodoro su pane duro,
noent’altro.

Gocciola il buio
a filo d’olio per paese.
Sulla pelle di luglio
come zanzare tre donne
a succhiare amarena
sulle sedie impagliate.

Sospinto da certe voci ad altri voli
come un pettirosso per cieli periferici
verrei a cantare la domenica popolare delle cucine.
La moltitudine solerte a tavola!
*
Gli acquisti di mercato farsi largo
Nelle bocche turbolente.
-….
I ventri fascinosi che gracchiano - di donne
Per l’amore del sabato indigesto,
i fornellli pennellate con salse raggrumate,
nuvole di grassi e catodiche idiozie
gareggiare nelle mense rivelate,
*
così canterei in volo di pettirosso
la domenica infantile età.
(Pierluigi Mele, I mestieri si rubano con gli occhi. Moscara Associati 2002)


Madre Cucina
Mangiare, l’atto apparentemente più naturale ed elementare, è in realtà estremamente complesso, “condito” com’è da quelle funzioni e quei significati che ogni cultura connette all’atto “naturale” dell’alimentazione. Dire che l’uomo mangia per vivere dice poco o nulla sulle maniere estremamente varie in cui le diverse culture umane interpretano la funzione alimentare. Questa può essere considerata come la base fisiologica di un’infinità di linguaggi che sono le cucine e le gastronomie, diverse tra loro quanto lo sono le società.
(Marino Niola, Si fa presto a dire cotto. Un antropologo in cucina, Il Mulino 2009)


©QuoquoMuseo del Gusto – San Cesario di Lecce- nell’ambito della Rassegna “Ottobre piovono libri”: format “Io leggerò per te, tu cucinerai per me”
– DEGUSTAZIONI LETTERARIE -

Il menu

Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione: antipasto
Zupparabaccia
Interpretazione di un’antica zuppa dei monaci italo-greci

I regimi passano, la cucina resta: piatto di portata
Risotto sfrontato mediterraneo

Io leggerò per te, tu cucinerai per me: dessert
Dolcelatte per Vassilis
Un tocco di zenzero (candito)

Vini in degustazione e in abbinamento
Krita, Chardonnay e Malvasia Bianca IGT Salento  2008, L’Astore Masseria
Massaro Rosa, Rosato di Negroamaro IGT Salento 2008, L’Astore Masseria
Macàro, Aleatico –Malvasia IGT Salento, Cantina Valle dell’Asso

 

Degustazione guidata di un extravergine di oliva:

dalle pregiate bottiglie “Natura” di Masseria Stali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© QuoquoMuseo del Gusto

Ospiti della serata:
Paolo Benegiamo – L’Astore Masseria del Salento
Burhan Ulas- Archeobotanico Università del Salento
Foto dei vini: still-life di Marcello Moscara

“Un tocco di zenzero”
– la scheda del film offerto in visione e che ha ispirato il menu  -

Titolo originale: Politiki kouzina / Nazione: Grecia, Turchia /Anno: 2003
Durata: 108' / Regia: Tassos Boulmetis
Cast: Georges Corraface, Tassos Bandis, Basak Köklükaya, Ieroklis Michaelidis, Renia Louizidou, Stelios Mainas, Tamer Karadagli, Markos Osse
Produzione: Village Roadshow Productions, Greek Film Center, FilmNet, Cinegram S.A., ANS Production, Smallridge Investments, MC2 / Distribuzione: Lady Film
Segnalazioni: "Un tocco di zenzero" è stato candidato ufficiale della Grecia per il Premio Oscar 2005 come Miglior Film Straniero.

L’alchimia delle spezie elevata a filosofia
"Cucina politica", è il titolo originale di questo grazioso film greco. La cucina come metafora della vita, suddivisa in antipasti, piatti principali e dessert.
Il cibo come affermazione d’identità nella difficile condizione di essere figlio in una famiglia greca di Costantinopoli negli anni ‘60. Fanis racconta la sua infanzia ad Istanbul, trascorsa tra gli odorosi sacchi del negozio di spezie del nonno Vassilis e l’amicizia con la piccola Saime. Le crescenti tensioni politiche tra Turchia e Grecia lo costringono ad emigrare ad Atene e a separarsi dal nonno e dall’amica, ma gli odori e i sapori di quella terra avvolgeranno la sua vita fino al giorno del suo ritorno.
Gli appunti e i consigli di Quoquo
- Una frase scelta come chiave di lettura: "...tu cucinerai per me, e io ballerò per te..."
- Film della serie: meditando sulla differenza tra cibo e cucina; guardando alle cucine come luoghi di creazione del sapore e delle identità ed anche luoghi di scambio degli affetti, dunque dono, amore e desiderio, amicizia
Quel che il nonno Vassilis insegna a Fanis
"Il pepe... è piccante e brucia, proprio come il sole."
"Il sale… va aggiunto nelle dosi necessarie per insaporire la vita di ognuno.
“La vita, come il cibo, richiede sale…”
“La cannella… è dolce amara, proprio come una donna”.
Sapori dolci e speziati possono essere mescolati in diverse maniere:
combinati assumono sfumature particolari impossibili da trovare se usati da soli."
Una ricetta dal film: ingredienti per le polpette allo zenzero di Fanis
(per 4 persone): Mollica di pane bagnata nel latte tiepido e ben strizzata/500 g di carne tritata/1 cucchiaio di menta tritata /1 cipolla piccola tritata /1 spicchio di aglio tritato /1 cucchiaino di origano/1 cucchiaio di aceto di vino bianco /1 uovo /1 pizzico di noce moscata /1 tocco di zenzero /sale e pepe q.b. /farina q.b./ extravergine di oliva per la frittura delle polpette