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Il blog di Quoquo

Sapiens dictus a sapore (Isidoro di Siviglia) // perché "il sapere non è altro che il dolce assaggio del sapore" (R:Barthes) //
Quoquocenaconme. Uscire fuori a cena per cenare a casa
Quoquocenaconme

Primo appuntamento 9 aprile 2011 - orario di cena le 21,00


Vi spieghiamo il nuovo format di cena/laboratorio come lo ha immaginato Carla Benfatto che ora ne cura progetto e organizzazione. E vi spieghiamo perché e come questo nuovo format si fregia del marchio Quoquo ed entra di diritto nelle attività e nei programmi del nostro museo vivente del Gusto.
È sabato. E alla fine, a sera, sfilano sulla tavola le pietanze di un menu a tema: in questo caso, per il nostro primo appuntamento, il tema in degustazione (tratto dalla Galleria dei Beni Culturali Enogastronomici del Museo) è “Come aggirare i divieti della Quaresima e mangiare con gusto senza peccare: ovvero le squisite cucine dei giorni della penitenza”.
All’inizio però e alla base di tutto ci sono le cuciniere. Come si definisce una cuciniera ve lo spieghiamo tra poco. Le “Cuciniere” del 9 aprile saranno le signore Enrica e Luisa Bienna, Rita Bortone e Maddalena Montinari.
L’idea è di Carla.

 

L'idea è di Carla
Carla Benfatto, giovanissima (26 anni, ma già mamma) si rivolge a quelle che Quoquo chiama “le cuciniere” (ma possono essere anche cucinieri!), con ciò volendo indicare quella figura “matriarcale” di emancipata e moderna padrona di casa, età da 20 a 80 anni, appassionata di cucine di casa, impegnata nel lavoro e spesso anche nel sociale, frequentatrice di teatri di musei e di librerie. Lei, la cuciniera: regina di ospitalità che ama cucinare per gli amici e a casa vorrebbe invitarne sempre tanti. Lei, la cuciniera, erede e custode consapevole di cucine dei luoghi, popolari borghesi o aristocratiche che siano, comunque sempre cucine fatte in casa, tra le cui ricette e profumi si è cresciuti, tra nonne, mamme e zie. Perché è in cucina e poi nel passaggio dalla cucina alla tavola il primo apprendistato e il continuo esercizio della seduzione. Parola di cuciniera. Altrimenti perché in questo esercizio si cimenterebbero oggi anche tanti uomini?
Quando Carla dice:”vorrei che queste signore cuciniere venissero qui in questo museo del gusto a cucinare per i loro e per i miei amici perché voglio che dalle cucine e dalle tavole conviviali passi la comunicazione tra le età della vita e le generazioni di ieri e di oggi”; quando dice così Carla sta chiedendo qualcosa di molto importante. Sta cercando il legame culturale e affettivo con i suoi luoghi. Vuole memoria e affetto per sentirsi forte. Ecco perché questo format è rivolto a tutte le cuciniere e a tutte le Carle del mondo. Ed è così che quanto più chiasso e spettacolarizzazione c’è intorno alle gastronomie, tanto più le cucine hanno bisogno di comunicarsi in silenzio le storie e le età della vita. Con una privacy che si apre ad un’ospitalità riservata, che non rinuncia in nessun caso e per nessuna ragione al sapore di casa. Ecco perché la cucina di tradizione è una cucina matriarcale.


Il format: come funziona - come si fa
1) Si individuano le cuciniere. Che possono autoproporsi oppure essere segnalate/i. Un colloquio cordiale per conoscersi. E per ogni cuciniera ci sarà una scheda “culinaria” con tipi di cene, letture, hobby e menu a tema. Si costituisce così un album delle cuciniere e dei menu. Con tutte le proposte trasferite in un programma e in un calendario.
2) Si individuano gli “invitati”: numero chiuso, priorità alla lista di amici delle cuciniere.
3) Nel giorno stabilito le cuciniere si trasferiscono nella cucina /laboratorio del museo del gusto assistite da Carla e Giuliana, rispettivamente project manager del format e responsabile di sala del museo. In cucina tutto è pronto: la spesa è stata fatta così come le cuciniere hanno chiesto. Intorno alle ore 20 si apparecchia tavola. Padrona di casa Titti Pece, direttrice del Museo, con i suoi “racconti”.
4) Gli invitati arrivano quando vogliono, ma non oltre l’ora prefissata per la cena. Ognuno di loro ha versato la sua quota di partecipazione. A parte dovranno solo scegliere il vino, tra le etichette in mostra nella selezionatissima galleria del museo.
5) proprio come a casa ma più bello perché più in tanti e più comodi che a casa, nella privacy riconquistata prende avvio il convivio. E il motto è “I regimi passano: Le cucine restano”.
6) la trasposizione dei dialoghi, i ruoli e le sceneggiature saranno materia a chi vuole per un laboratorio di scritture. E il motto è “se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”.


Perché lo facciamo
Le cucine matriarcali secondo Ducasse e a prova di Quoquo

Il fatto è che come tutte le cucine mediterranee, anche la cucina salentina è una cucina matriarcale di tradizione. Ed è a questo punto che ci ricordiamo di Alain Ducasse: ” Certo, si può sempre mettere dell’olio di oliva o un po' di basilico in una salsa alla crema. Ma in questo modo si compie semplicemente un gesto. Non si integra così l’essenza di una cucina. Ci vuole più tempo. Il tempo necessario per assimilare la cultura annessa. Non è appropriandosi dei suoi prodotti di base che si fa una cucina mediterranea. Bisogna anche scoprirne lo spirito. Il quale risiede nella semplicità di una tradizione matriarcale.”

Già! Scoprirne lo spirito! E dove sarà, se non in queste stanze dove si è condensato il tempo, nelle stanze del gusto dove vivono le cuciniere?

Nel Salento infatti è un luogo comune che…
Signore cuciniere si nascondono nelle stanze dei palazzi! Dove si custodisce, a detta dei più, la vera cucina salentina, molto più buona e più vera di quella che si trova comunemente in trattorie e ristoranti. Chiedetelo a qualunque salentino di buon gusto. Ve lo confermerà.
E volendo noi ora capire se e quanto questo sia vero, seguendo Ducasse e i luoghi comuni seguiamo anche l’idea di Carla e cogliamo l’occasione per “uscire fuori a cena per cenare a casa.


Dunque per sintetizzare “uscire fuori a cena per cenare a casa” è
- una quoquocena ed è anche un laboratorio permanente di cucine e di scritture - con cuciniere e gruppi di assaggio - una cosa seria ma il divertimento è assicurato;
- si partecipa per invito e con tessera quoquocard;
- l’invito può essere richiesto scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. : si entra nella lista d’attesa dei gruppi di assaggio;
- il format è a marchio Quoquo - diffidare da possibili imitazioni.